
La scoperta dell’Asinara e il corso di sub: crescere attraverso l’esperienza della natura
Ogni settimana è un tesoro di esperienze a bordo di Lady Lauren. I sette ragazzi che stanno partecipando al modulo autunnale del progetto A Scuola per Mare in questi giorni hanno partecipato a diverse iniziative che hanno come focus la conoscenza e la tutela dell’ambiente marino e la scoperta del territorio. Si tratta di giornate preziose nel cammino educativo che stiamo affrontando insieme a loro ed il riscontro di meraviglia ed entusiasmo che ritroviamo nei ragazzi confermano che non si tratta di un lavoro vano o di relativa importanza.
E’ stata preziosa l’escursione al Parco Nazionale dell’Asinara – Area Marina Protetta , per scoprire la storia dell’isola e la sua bellezza selvaggia. Nelly, la simpaticissima guida di Shardana escursioni Asinara ci ha accompagnato da sud a nord, dalla baia di Fornelli a Punta della Scomunica, raccontandoci delle dominazioni che nei secoli si sono alternate, della colonia penale e del Lazzaretto, della biodiversità dell’isola (la Centaurea Horrida ad esempio è una pianta endemica nata nel paleolitico e mai cambiata) e delle attività che svolge il Parco per mantenere questo paradiso incontaminato.
Sempre in questi giorni abbiamo cominciato con i ragazzi il corso di subacquea, un po’ di teoria e la prima prova in acqua. La sfida è accompagnare i ragazzi alla scoperta dell’ambiente marino, ma non c’è solo questo. La prima regola è quella di non immergersi mai da soli, sempre in coppia. Un po’ come in barca a vela, durante le immersioni è fondamentale rispettare le regole, autocontrollo e valore della disciplina sono decisive. Come nella vita.
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“Ragazzi, ce l’abbiamo fatta”. Francesco, Cecilia e gli altri un anno dopo
“Grande giorno, ho superato la prova scritta della patente nautica”. E’ un traguardo speciale quello raggiunto da Francesco ed è un traguardo che tutta la comunità di A Scuola per Mare festeggia con lui. Sì perché l’esame superato, oggi, arriva alla fine di un lungo percorso insieme, un percorso iniziato, più di un anno fa, innanzi tutto con Aps Giovani per il Sociale di Porto Torres, l’associazione partner del progetto in Sardegna. “Miglia e miglia di navigazione, studio, incontri con persone speciali, imbarchi formativi, fatica, emozione, impegno, costanza, determinazione, momenti faticosi, ma il mare sempre il mare è ricco di opportunità, risorse e prospettive” dice Francesco che in questo periodo, nel settembre del 2020, si imbarcava su Lady Lauren.
L’esperienza del mare, i cinquanta giorni di navigazione, hanno aperto nuovi orizzonti ed è proprio questo il valore più importante nel nostro lavoro con i ragazzi. “Ricordo di essere sbarcato da Lady Lauren con la salsedine addosso, il vento che ha spazzato tanto del mio vissuto allo sbaraglio. L’esperienza di A Scuola per Mare è stato un cambio di rotta”. Un cambio di rotta che oggi si traduce nella partecipazione al progetto Futuro Blu e nella sfida personale a fare della passione per il mare un lavoro.
Quella di Francesco non è una storia isolata. La proposta educativa messa a fuoco dal progetto è confortata dai risultati, non solo numeri ma storie di persone, adolescenti che si avvicinano a quella delicata linea d’ombra che definisce il passaggio alla maturità. A bordo, con Francesco, c’era ad esempio Cecilia. Anche la sua è una storia di fiducia ritrovata. Una storia che non ha esitato a raccontare in uno studio televisivo, alla trasmissione di Raidue I Fatti Vostri. Cosa le è rimasto di A Scuola per Mare? “Tanto, tantissimo, me lo tengo stretto, è tutto mio” dice. Anche nel suo caso l’esperienza di navigazione è stata un cambio di rotta: “A scuola non ci andavo e quando c’ero, non ero mai sul pezzo, mi distraevo sempre” racconta. Al rientro una storia tutta diversa: quest’estate l’esame di maturità, superato con i complimenti dei commissari, ora il progetto dell’università.
Cecilia e con lei Daniel, altro ragazzo del precedente gruppo, ha voluto partecipare di persone quando, a fine agosto, è partito da Porto Torres il nuovo gruppo del modulo autunnale. Era un modo per passare il testimone, incoraggiare chi è venuto dopo di loro, dare un segnale di sostegno agli educatori. Anche questo un segnale di quanto in questo anno siano diventati grandi.
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A SCUOLA PER MARE RIPARTE DA PORTO TORRES. AMBIENTE, LEGALITA’, CONDIVISIONE
Sette adolescenti di età compresa tra i 14 e i 18 anni, 85 giorni di navigazione ed una grande barca a vela che si trasforma in scuola e palestra educativa. Non è suonata la campanella ma la scuola per loro è già cominciata con la ripartenza, dalla Sardegna, del progetto “A Scuola per Mare”.
Il gruppo, partito da Porto Torres, è composto da sei ragazzi e una ragazza. Tre di loro frequentano l’istituto nautico, uno il linguistico, altri sono iscritti ai corsi di formazione professionale, uno di loro ha appena terminato il liceo scientifico-sportivo. Tutti hanno deciso di mettersi in gioco in una grande sfida personale. Tre provengono dal circuito penale minorile e sono in messa ala prova. Con loro, a bordo, uno staff di tre educatori coordinati da Valentina Gerli e Gabriele Gaudenzi, presidente di APS I Tetragonauti, l’associazione capofila del progetto. “L’emergenza Covid ha messo in grave difficoltà molti ragazzi allargando la forbice della diseguaglianza educativa – dice Gaudenzi – i minori in condizioni di fragilità socio-economica hanno pagato il conto più pesante per i tanti mesi di didattica a distanza. Il nostro obiettivo è dare loro una mano, offrire un’opportunità. L’esperienza maturata in diciotto anni di attività in mare con i ragazzi insegna che questo strumento funziona e dà concreti risultati”.
Ciò che aspetta i ragazzi di “A Scuola per Mare” è un lungo viaggio attraverso il Mar Tirreno in cui alla componente didattica (per ogni ragazzo è stato predisposto un percorso con la scuola di riferimento) si assoceranno numerose esperienze di particolare valore educativo. Il gruppo parteciperà alla campagna Back to life, organizzata in collaborazione con l’Acquario di Genova, che ha come obiettivo il contrasto all’abbandono della plastica in mare. Tra le attività in programma, al parco nazionale dell’Asinara, un corso con il rilascio del brevetto per l’attività subacquea.
Ancora, il gruppo sarà coinvolto in percorso focalizzato sull’educazione alla legalità che inizierà all’Asinara lì dove Giovanni Falcone e Paolo Borsellino istruirono il maxi processo, che toccherà altri luoghi simbolo della lotta alle mafie e si concluderà in Sicilia.
Un’altra esperienza di particolare valore sarà la settimana di navigazione “integrata”, dal 6 al 13 ottobre, con un gruppo di giovani con disabilità cognitiva del Servizio di formazione all’autonomia di Fagnano Olona della cooperativa sociale Il Granello. In questo periodo l’attività di A Scuola per Mare si svolgerà su due imbarcazioni: accanto a Lady Lauren, ci sarà la goletta Oloferne, messa a disposizione da Unione Vela Solidale.
Il viaggio di “A Scuola per Mare” terminerà a Catania il 15 novembre.
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“QUANDO C’E’ STATO MARE MOSSO HO AVUTO PAURA MA HO IMPARATO AD AFFRONTARLA E NE SONO ORGOGLIOSA”
“La barca non la puoi gestire da solo c’è bisogno di un gruppo che ha voglia di collaborare, tutti insieme si porta avanti”.
Il pensiero è di uno dei ragazzi che in mare, in queste settimane nella zona dell’Isola d’Elba, sta affrontando i 100 giorni di navigazione a vela del progetto A Scuola per Mare.
Il focus del progetto è la dispersione scolastica; attraverso l’esperienza del mare i ragazzi sono messi in condizione di sviluppare percorsi di consapevolezza, cambiamento e crescita particolarmente significativi sul piano educativo.
In questo percorso ha grande valore l’esperienza di “navigazione integrata” che, quest’anno, dal 21 al 26 maggio, ha coinvolto un gruppo di quattro giovani con disabilità cognitiva del Servizio di Formazione all’Autonomia “La Valle del Granello” di Fagnano Olona della Cooperativa Sociale Il Granello Don Luigi Monza.
Un viaggio in mare con due parole chiave: condivisione e confronto. “Da molti anni sperimentiamo questa attività e i risultati sono sempre stati importanti – dice Gabriele Gaudenzi, presidente dell’Aps I Tetragonauti Onlus, associazione capofila di A Scuola per Mare – la barca è un grande amplificatore dei meccanismi di scoperta e riconoscimento di sé e degli altri, questo anche in relazione alle persone con disabilità nelle loro fragilità e nelle loro ricchezze. In mare si vive e si comprende quanto sia necessario l’aiuto reciproco, quanto siano preziosi il contributo e il coinvolgimento di tutto l’equipaggio”.
L’esperienza ha permesso ai ragazzi del Granello di sperimentare la propria autonomia, grazie anche alla collaborazione nella gestione della quotidianità ed alla creazione di legami significativi che hanno messo in luce i punti di contatto tra realtà diverse fra loro.
“In barca ho imparato a cucinare insieme agli altri e collaborare – dice Matteo – Mi sono divertito davvero molto, mi è piaciuto tutto. Gli altri mi davano sicurezza”.
“In barca mi è piaciuto stare al timone e provare a guidare la barca, seguendo la rotta del comandante – dice Nicolò – i ragazzi che ho conosciuto sono fantastici. Mi piacerebbe rifare questa esperienza con il cuore”.
“Quando c’è stato mare mosso ho avuto paura ma ho imparato ad affrontarla, sono orgogliosa di questo – spiega Gabriela – prima di partire avevo paura di essere giudicata, poi invece sono stati tutti gentili”.
“E’ stato difficile abituarsi alle onde che muovevano la barca ma ero molto felice di stare insieme agli altri e giocare a carte – conclude Giacomo – Mi è piaciuto fare il primo bagno in mare”.
A Scuola per Mare è un progetto nazionale che coinvolge direttamente cinque regioni (Sicilia, Lazio, Lombardia, Sardegna, Campania) e che ha come protagonisti adolescenti di età compresa tra i 14 e i 18 anni, di entrambi i sessi che incontrano difficoltà a completare il ciclo di studi. Ognuno dei ragazzi a bordo ha svolto un periodo di formazione pre-navigazione e per ognuno è stato concordato un programma didattico con le rispettive scuole. Al termine dei cento giorni in mare i ragazzi saranno accompagnati da un tutor nel percorso di rientro su un percorso scolastico/professionale, già avviato o nuovo.
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I TETRAGONAUTI AI TEMPI DEL COVID
Relazione annuale 2020
Il 2020 è stato un anno difficile. La pandemia legata alla diffusione del Coronavirus, lo stato di emergenza e le conseguenti misure restrittive hanno costretto anche I Tetragonauti a modificare le proprie attività per affrontare al meglio i nuovi bisogni sociali. Non ci siamo arresi, ci siamo presi il tempo per ridefinire e riorientare il nostro lavoro, per continuare a sostenere ogni anno un maggior numero di persone in situazione di fragilità, i nostri compagni di viaggio.
Per questo abbiamo sviluppato un nuovo ambito educativo, l’area del “Tetra-Learning” in cui confluiscono tutti i Servizi e i Progetti per gli adolescenti in situazione di disagio sociale, dispersione scolastica e messa alla prova, per i quali sono previsti percorsi didattico-educativi individualizzati, per l’acquisizione e il consolidamento di competenze personali, scolastiche, professionali utili al reinserimento in ambito sociale e in percorsi formativi o professionalizzanti.

Nasce così RIPARTIRE, un progetto co-finanziato da Fondazione Monza Brianza e sviluppato dall’APS I Tetragonauti onlus insieme all’Associazione Antonia Vita e alla Cooperativa Diapason sul territorio monzese. Ripartire è un servizio educativo di accompagnamento scolastico e reinserimento sociale per 12 minori tra i 14 e i 18 anni in carico ai Servizi territoriali, che, a causa delle misure restrittive del Lockdown, non hanno potuto accedere affatto, o solo parzialmente, ai servizi educativi degli istituti scolastici e dei centri diurni di riferimento. Molti studenti con famiglie in difficoltà, infatti, non hanno avuto la possibilità di seguire le lezioni a distanza durante i mesi di Lockdown in ragione di uno scarso coinvolgimento di figure educative in grado di seguirli o a causa di digital divide.

Con l’emergenza e i mesi di vuoto educativo è aumentata la probabilità di ingresso di questi ragazzi nel mondo dei NEET. La situazione ha evidenziato la necessità di percorsi formativi più inclusivi e accelerato la messa in pratica di soluzioni innovative a supporto dei ragazzi e delle loro famiglie. Ripartire si è posto l’obiettivo di offrire ai minori un percorso di accompagnamento nella fase di rientro scolastico, ancora ricca di incertezze su tempistiche e modalità di accesso. La presenza quotidiana degli educatori per l’assistenza alla didattica, molteplici attività educative a contatto con l’ambiente e la natura stanno favorendo il reinserimento scolastico dei minori, evitando il rischio di ampliare la forbice sociale e possibili disuguaglianze nell’accesso ai servizi di base. Ripartire ha avuto inizio a settembre 2020 e si è concluso a febbraio 2021.

Anche il Servizio A SCUOLA PER MARE, realizzato grazie al contributo di Impresa Sociale Con i bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto alla povertà educativa minorile, ha subito alcune modifiche.
Tra le disposizioni governative di prevenzione del contagio da Coronavirus per il settore nautico sono stati previsti nel 2020: l’obbligo di mantenimento del distanziamento sociale di 1 metro tra i naviganti e l’impossibilità di far alloggiare più persone nella stessa cabina. Per questo motivo, l’APS I Tetragonauti ha potuto accogliere a bordo dell’imbarcazione Lady Lauren un massimo di 6 partecipanti (anziché 8) durante il modulo di navigazione autunnale 2020.

L’inferiore numero di minori coinvolti in questa azione rispetto a quanto previsto in fase progettuale, non ha tuttavia ridotto la quantità di adolescenti e ragazzi in difficoltà che hanno partecipato ai nostri percorsi e attività.
Diversi enti locali istituzionali – in particolare Comuni e Servizi Sociali – ed enti lombardi del Terzo Settore che gestiscono servizi di semi residenzialità, centri diurni e comunità, si sono infatti mobilitati per provare a contrastare gli effetti e le conseguenze del Lockdown sui loro giovani utenti rivolgendosi a I Tetragonauti e alla Rete di A scuola per mare.
Insieme sono state definite diverse risposte e proposte educative che hanno previsto, tra le varie attività, anche periodi di navigazione e di distacco totale dal contesto quotidiano, finalizzato ad offrire ai ragazzi uno spazio di pensiero e di riflessione necessari a ritrovare la motivazione a proseguire i propri percorsi di crescita.
Con queste motivazioni la Rete ha attuato una revisione del primo modulo autunnale che ha permesso di aiutare un numero maggiore di ragazzi senza modificare i costi del progetto. Inizialmente erano previsti 85 giorni di navigazione per un gruppo di 8 ragazzi in situazione di disagio sociale, dispersione scolastica o messa alla prova. Grazie alla revisione, sono stati invece coinvolti 26 ragazzi. Il modulo autunnale è stato ridotto a 50 giorni consecutivi di navigazione per 6 ragazzi provenienti da regioni differenti (Lombardia, Campania, Sicilia, Sardegna, Lazio, Marche); sono stati mantenuti invariati gli interventi a terra nei periodi di pre e post navigazione (oltre alla settimana di tutoraggio in navigazione da parte degli enti territoriali di riferimento).
Infine sono state aggiunte 4 navigazioni di 7 giorni per 20 ragazzi del territorio lombardo residenti in comunità educative, per i quali il rischio di dispersione scolastica si era aggravato dopo i mesi di didattica a distanza e la cui situazione di fragilità si era fortemente aggravata (basti pensare che alcuni di loro non hanno potuto incontrare i genitori e famigliari per tutti i mesi di Lockdown).

La nuova area “Tetra-learning” comprende inoltre un nuovo servizio educativo-formativo: VIAGGIANDO INSIEME, che verrà avviato a settembre 2021. Si rivolge, ogni anno, ad un gruppo di 10-12 ragazzi di strada a rischio di dispersione, con famiglie disfunzionali in carico ai Servizi sociali e anche provenienti dal Circuito penale minorile. Si tratta di ragazzi, residenti a Monza e dintorni, non raggiunti dai tradizionali percorsi educativi e strumenti didattici (libri, lezioni frontali, valutazioni tramite Invalsi), la cui situazione è stata ulteriormente aggravata dalla cosiddetta Dad (Didattica a distanza).
Il progetto mira a predisporre per ognuno di loro un percorso educativo e formativo individualizzato annuale che abbia come principale dispositivo pedagogico e formativo l’alternanza scuola-viaggio. Durante l’anno, infatti, si alterneranno attività “in aula”, come lezioni singole o di gruppo e laboratori formativi e professionalizzanti, ed attività “in viaggio” – visite a parchi naturali, percorsi a piedi, viaggi in mare e montagna. Gli ultimi mesi dell’anno di lavoro saranno dedicati all’avvio di un percorso di volontariato o di un tirocinio formativo in un’azienda/ente del Terzo Settore, con l’obiettivo finale di consentire ai ragazzi di consolidare le competenze acquisite, scoprire nuove parti di sé, apprendere con pazienza, costanza e continuità, accrescere la propria autostima. Tra i contenuti educativi proposti spicca l’attenzione alla tecnologia digitale e all’ambiente, ambiti di particolare rilievo in prospettiva futura. Sono stati previsti, ad esempio, percorsi di videogame design e programming, Arduino e programming (IoT e domotica); 3D printing.

Nonostante le forti restrizioni è stata realizzata anche la quarta edizione di IDENTIFISH, i campi estivi organizzati in collaborazione con WWF che ha avuto base a La Spezia, presso Porto Mirabello. Il clima respirato a bordo è stato diverso rispetto agli anni precedenti, più raccolto e intimo, con i relativi pro e contro, a causa del numero ridotto di partecipanti, ma nonostante questo e la necessaria altissima attenzione alle norme di sicurezza il Campus è stato comunque un grande successo. I ragazzi e i genitori erano molto contenti dell’esperienza e il numero ridotto di partecipanti ci ha permesso di approfondire la conoscenza con alcuni nostri volontari che ci hanno aiutato nelle manutenzioni tra un gruppo e l’altro e nella realizzazione di alcune attività.
Anche tutti gli altri progetti previsti per il 2020 hanno subito variazioni. Avremmo dovuto salpare il 17 aprile con Un mare di goal, Mimose e magnolie al mare e Ragazzi fuori serie ma l’emergenza sanitaria ce l’ha impedito. Abbiamo perciò ripensato le navigazioni e le attività a terra; in particolare:

- la seconda parte del progetto UN MARE DI GOAL, co-finanziato da Fondazione Vodafone Italia nell’ambito del bando OSO – Ogni Sport Oltre – è stata rimandata alla primavera 2021, sperando che la situazione emergenziale e le nuove disposizioni governative lo permetteranno.

Il progetto è stato avviato nel 2019 quando, insieme all’ASD Eterotopia e all’ASD Minerva, siamo riusciti a svolgere viaggi e attività sportive a terra per due dei tre gruppi integrati di adolescenti in situazione di disagio e con ragazzi con disabilità, per permettere loro un passaggio di conoscenze (peer education) e uno sviluppo della loro capacità relazionale e di autonomia personale.
E’ stato inoltre realizzato un concerto dal grande valore artistico e culturale, con le violiniste Chiara Zanisi e Elena Zibetti tenutosi a S. Vincenzo, in provincia di Livorno.Per il 2020 era inoltre prevista attività formativa rivolta ad un nuovo gruppo integrato di adolescenti e percorsi educativi destinati a quattro gruppi di bambini con disabilità accompagnati dai rispettivi genitori con lo scopo avviare i piccoli alla pratica sportiva e prevenire l’iperprotettività familiare, frequente all’interno di famiglie con figli disabili.
Questi interventi, insieme ad un torneo sportivo integrato, sono però rimandati alla prossima primavera, quando saranno svolti in collaborazione con i nostri partner: ASD Minerva, ASD Eterotopia, Associazione Italiana Persone Down Pisa – AIPD Pisa, CEPIM, Chiossone e Fondazione Exodus Elba.

- anche il progetto MIMOSE E MAGNOLIE AL MARE, co-finanziato da Fondazione Comunitaria Nord Milano e realizzato insieme alla Cooperativa Sociale Solaris , è stato rimandato alla primavera 2021. Il progetto offre ad un gruppo di ragazzi con disabilità medio-grave frequentanti i centri diurni di Sesto San Giovanni, l’opportunità di vivere un’esperienza educativa a contatto con l’ambiente marino, capace di incidere dal punto di vista relazionale, psicologico e formativo. Si tratta una navigazione in gruppo, intesa come intervento sportivo, formativo ed educativo in un contesto motivante, orientato sui 4 principali bisogni dei destinatari: relazioni sociali, comunicazione, comportamento e generalizzazione, in un ambiente differente da quello abituale, delle competenze individuali e di gruppo.
- le attività di navigazione del progetto RAGAZZI FUORI SERIE, finanziato da Impresa Sociale Con i bambini, di cui siamo partner e che ha come capofila Fondazione Exodus, sono state rimandate al 2021 e nel corso del 2020 sono state realizzate solo alcune attività a terra.

Nonostante le difficoltà, anche economiche, nell’affrontare il 2020, in tanti ci sono stati vicini, primo tra tutti Fondazione Cariplo che ha deciso di elargire 36.000 € all’Associazione per sostenere il servizio EDUCAR PER MARE nell’ambito del bando “Let’s go”, finalizzato a preservare i servizi resi dagli enti di terzo settore (ETS), con l’obiettivo di favorire la ripresa inclusiva e sostenibile delle comunità a seguito dell’emergenza causata dal virus Sars-Cov-2. Questi fondi ci hanno permesso di compensare alcune delle perdite causate dall’emergenza, in particolare dovute alla ritardata partenza della stagione, alla sospensione obbligata di molte attività e al numero ridotto di partecipanti per mantenere il distanziamento sociale.
Ci impegniamo giorno dopo giorno per continuare a migliorare viaggiando insieme ai nostri tanti compagni di viaggio. Il confronto con il limite è un’esperienza inevitabile quando si va per mare. Abbiamo cercato di far fronte alla pandemia e all’emergenza sanitaria con lo stesso spirito con il quale affrontiamo il limite, esperienza quotidiana ed inevitabile quando si va per mare. Solidarietà, concentrazione, sfida, partecipazione, pensieri e sentimenti, delusioni e successi, speranza e nostalgia, paura, introspezione, solitudine, gioia e vicinanza. E’ tutto questo che vorremmo continuare a condividere insieme a voi.
A distanza o di persona, per avere altre informazioni o se vorrai essere al nostro fianco, come volontario o sostenitore, nel navigare verso nuove destinazioni e scoperte, scrivici a: info@itetragonauti.it
Con la speranza-augurio di buon vento e ben di mare!
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Il regalo di Danilo D’Ambrosio: all’asta le magliette dei campioni per i 18 anni de I Tetragonauti
Un ringraziamento speciale a Danilo D’Ambrosio che ha deciso di sostenerci nella sfida contro la dispersione scolastica.
Il calciatore dell’Inter ha donato I Tetragonauti dieci magliette autografate da altrettanti campioni della Serie A, che verranno vendute attraverso un’asta benefica.
Un regalo straordinario in un giorno speciale, il diciottesimo compleanno de I Tetragonauti, un traguardo ricco di soddisfazioni che si possono raccontare attraverso i numeri: 45.200 miglia percorse, 2.800 persone accolte, 163 volontari coinvolti, 140 progetti realizzati.
“Onorato di poter aiutare un team di persone come voi che si impegna quotidianamente per rendere la vita di questi ragazzi migliore ed in alcuni casi a dargli il giusto senso”
Danilo D’Ambrosio
Le magliette saranno all’asta da lunedì 8 marzo sul canale eBay de I Tetragonauti.
Il ricavato sarà interamente devoluto alle attività educative.
Una concreta e significativa occasione per coniugare la passione sportiva e una buona causa sociale.
In vendita, insieme con la maglietta dell’Inter di Danilo D’Ambrosio, quelle di:
- Romelu Lukaku,
- Lautaro Martinez,
- Arturo Vidal,
- Zlatan Ibrahimovic,
- Luigi Donnarumma,
- Gigi Buffon,
- Leonardo Bonucci,
- Giorgio Chiellini,
- Lorenzo Insigne.
Tutte, tranne quella di Insigne, sono firmate dai campioni che l’hanno indossata.
Da lunedì 8 sarà possibile trovare le magliette all’asta a questo link:
https://www.ebay.it/usr/itetragonautionlus
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Intervista a Mattia: volontario da quando aveva 16 anni e oggi membro del Consiglio direttivo
Sono entrato in contatto con I Tetragonauti nel 2009 dopo aver conosciuto Marta (un’educatrice dell’Associazione, oggi coordinatrice educativa), mentre partecipavo ad un viaggio in barca a vela organizzato da UVS*.
Marta mi ha raccontato le attività de I Tetragonauti e nel 2009 ho partecipato per la prima volta ad un progetto. Era in Sicilia e si rivolgeva a bambini ipovedenti.
E’ stato molto bello!
Avevo 16 anni e sono partito insieme ad un amico. Era una delle prime vacanze che facevo da solo ed era anche la prima volta che andavo alle Isole Eolie e che viaggiavo su una barca così grande. Mi è sembrata una pazzia!
Insieme ai bambini c’eravamo io, il mio amico, Gabriele (Presidente e comandante de I Tetragonauti) e Maria Letizia (un’altra volontaria). E’ stato molto emozionante, un’esperienza fighissima, ma un po’ rocambolesca come sempre!
Il treno con cui dovevamo raggiungere gli altri al porto non è partito, loro sono sbarcati lo stesso e alla fine li abbiamo raggiunti direttamente a Vulcano.
E’ lì che ho visto per la prima volta Gabriele che fino ad allora era solo una voce al telefono. Il mio amico ed io, il primo anno non sapevamo fare nulla, quindi il nostro ruolo principale era praticamente controllare che le meduse non andassero addosso ai bambini!
Da allora sono sempre stato presente per I Tetragonauti. Durante il liceo ho sempre dedicato una parte delle mie vacanze all’Associazione, anche stando imbarcato più di un mese. Con l’iscrizione all’università purtroppo ho dovuto rallentare un po’, ma non ho mai smesso di frequentare la barca. Se non potevo partire, andavo comunque ad aiutare durante il cantiere: mi è sempre piaciuto cimentarmi anche con la parte tecnica.
A 19 anni, infatti, con l’aiuto de I Tetragonauti ho preso anche la patente nautica!
I primi anni, un po’ per il tipo di progetti che venivano fatti in quel periodo e un po’ per la mia età, partecipavo per lo più ai progetti in ambito disabilità. Poi col tempo, quando sono diventato maggiorenne e non avevo più la stessa età dei ragazzi, mi sono spostato anche sui progetti relativi al disagio sociale con adolescenti del penale minorile, NEET, in dispersione scolastica o in situazione di disagio sociale o familiare. Questi sono diventati i miei progetti preferiti, quelli che mi danno più soddisfazione!
Un altro ambito al quale mi è piaciuto particolarmente partecipare è quello dei progetti sull’autonomia per ragazzi con Sindrome di Down. E’ un mondo con cui difficilmente sarei entrato in contatto se non fosse stato per I Tetragonauti, e invece devo dire che è stata davvero una figata avvicinarmici! Sono esperienze che ti rimangono dentro.
Non saprei dire, però, qual è il viaggio più bello a cui ho partecipato. In tutti, ho conosciuto persone a cui tutt’oggi sono molto legato.
Penso che per fare il volontario ne I Tetragonauti non serva avere peculiarità particolari. L’unico vero requisito è arrivare a dire “Voglio fare il volontario!”. Se ci arrivi consapevolmente, sai di cosa si occupa l’Associazione e sei disposto ad imbarcarti in una cosa del genere è già abbastanza. Serve solo avere la motivazione, e ricercare un’esperienza come questa è di per sé una motivazione sufficiente.
Poi ognuno ha difficoltà differenti, c’è chi soffre il mal di mare o chi ha paura di nuotare. Per me la vita in mare non è mai stato un problema, è l’ambiente in cui mi sono sempre sentito più a mio agio. Le mie difficoltà erano sulla parte educativa. Vivere in comunità ha i suoi pesi e le sue difficoltà.
Soprattutto i primi anni, ma in realtà ancora oggi ogni volta che parto, il mio scoglio più grande è capire come instaurare relazioni costruttive soprattutto nei progetti sul disagio sociale. Tu non sei educatore, forse marinaio, ma neanche tanto. Puoi aiutare a completare il ruolo educativo, ma non è il tuo ruolo.
L’unica cosa che hai da offrire è il tuo modo di essere; perciò la difficoltà più grande è riuscire a instaurare un rapporto costruttivo con i ragazzi portando solo ciò che realmente sei.
Tu porti un esempio di vita differente, un modo di vivere che loro probabilmente non hanno mai visto e non è mai stato nemmeno presentato loro come alternativa. Magari non sarà poi la loro strada, però hanno potuto incontrare una realtà diversa da quella a cui sono abituati, e questo è sufficiente.
Nonostante le difficoltà, la tentazione di mollare non l’ho mai avuta, la sensazione di fatica invece sì. Però ho sempre avuto l’impressione di essere supportato da una serie di persone che sapevano cosa stavano facendo e quindi non mi sono mai sentito sopraffare.
Fare il volontario dà soprattutto tantissime soddisfazioni, che sono ciò che ti spinge a fare tutto questo. Il vedere che ci sono persone che riescono a migliorarsi e ad avere importanti sviluppi, in 2-3 mesi ma anche in una settimana, è una soddisfazione davvero enorme, così come tutte le soddisfazioni personali che arrivano, ad esempio l’imparare a fare qualcosa di nuovo.
* Unione italiana Vela Solidale, la più importante organizzazione italiana che riunisce tutte le realtà a livello nazionale che si occupano di vela sociale a cui aderisce anche I Tetragonauti
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#TETRAWEEK
Questa settimana I Tetragonauti diventano maggiorenni e saremmo contenti di festeggiare con tutti voi!!
Da lunedì 1 marzo parte la #tetraweek : una settimana di ricordi da rivivere insieme!
Ogni giorno pubblicheremo sui nostri canali Instagram e Facebook un momento importante di questi 18 anni e ci piacerebbe che anche voi PUBBLICASTE UN RICORDO: un video, una foto, un aneddoto, … qualsiasi cosa vi ricordi I Tetragonauti e i fantastici momenti vissuti insieme!
Scegliete voi se pubblicare un post o una storia, l’importante è che tagghiate i nostri profili su Faceboook con @iTETRAGONAUTI e su Instagram con @itetragonauti e inseriate l’hashtag #tetraweek.
Soprattutto se avete un profilo privato, mandatecelo anche in chat, così potremo vederlo, condividerlo e riviverlo tutti insieme!
Intanto iniziamo noi con la foto dei nostri presidenti durante i festeggiamenti dei 15 anni di attività!! Aspettiamo voi!!
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Salpa con I Tetragonauti all’insegna dell’avventura!
Acquista il calendario 2021. Ogni mese scoprirai le nostre attività attraverso i sorrisi di tutti i ragazzi e i volontari che ogni anno salgono a bordo con noi.
Acquistando un calendario donerai all’Associazione € 15,00 grazie ai quali aiuterai un bambino con disabilità o un adolescente in difficoltà a sviluppare una maggiore consapevolezza di sé, durante un viaggio in barca a vela alla scoperta dei propri talenti.
I nostri calendari sono realizzati con carta proveniente da foreste dove sono rispettati rigorosi standard ambientali, sociali ed economici con certificazione FSC.
Per chi si trova in zona Milano, Monza, Lecco possiamo consegnare a mano i calendari, altrimenti possiamo spedirli direttamente a casa vostra!
Per avere maggiori dettagli scrivete una mail a info@itetragonauti.it
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Insieme per un futuro di speranza
E’ online la nuova campagna natalizia di Fineco Bank, “Insieme per un futuro di speranza”.
Da oggi fino al 14 gennaio 2021, non solo i clienti Fineco, ma chiunque voglia dare il proprio
contributo, potrà sostenere quattro importanti progetti di solidarietà con un semplice
bonifico.
Tra questi “Viaggiando insieme“, un nuovo servizio contro la dispersione scolastica aggravata dalla didattica a distanza promosso da I Tetragonauti in collaborazione con l’Associazione Antonia Vita.
“Viaggiando insieme” verrà avviato nel 2021 e lo strumento chiave sarà l’alternanza scuola-viaggio. Intorno a cui si svilupperà un percorso educativo-formativo individualizzato di particolare valore, un percorso capace di generare speranza per i ragazzi ad alto rischio dispersione scolastica.
L’Italia è il Paese europeo con il più alto numero di Neet: il 23,4% dei giovani tra i 15 e i 19 anni non studia, né lavora e rischia di scivolare, progressivamente in una situazione di cronica marginalizzazione.
“Viaggiando insieme” si rivolge, nello specifico, a un gruppo di 12 ragazzi di strada a rischio di dispersione, Dsa (Disturbi specifici dell’apprendimento), stranieri non madrelingua, con famiglie disfunzionali in carico ai Servizi sociali e anche provenienti dal Circuito penale minorile. Si tratta di ragazzi che i tradizionali percorsi educativi ed i relativi strumenti didattici (libri, lezioni frontali, valutazioni tramite Invalsi) non hanno raggiunto e la cui situazione è stata aggravata dalla cosiddetta Dad (Didattica a distanza).
Il progetto punta a predisporre percorsi formativi individualizzati della durata di dodici mesi con una programmazione didattico-educativa pianificata con attività, lezioni e laboratori “in aula” e “in viaggio”. Durante l’anno, il servizio si “sposterà” tra l’aula e altri luoghi (parchi naturali, percorsi a piedi, mare e montagna) per consentire ai ragazzi il necessario distacco dalla quotidianità, scoprire nuove parti di sé, apprendere con pazienza, costanza e continuità, accrescere la propria autostima.
Tra i contenuti educativi proposti spicca l’attenzione alla tecnologia digitale e all’ambiente, ambiti di particolare rilievo in prospettiva futura.
I Tetragonauti e Fineco, che ha ritenuto il progetto meritevole di attenzione e sostegno lanciano un appello, affinché, in occasione di queste festività, si crei una piccola, grande catena benefica in grado di assicurare le risorse per avviare la sfida.
Ogni mattone è prezioso. Chiunque può dare un contributo attraverso la campagna di charity natalizia Fineco. E’ possibile aderire sino al 14 gennaio con un semplice bonifico. Le coordinate bancarie per le donazioni sono disponibili sia nell’area pubblica che in quella privata del sito www.finecobank.com (basta cliccare sul banner dedicato all’iniziativa per effettuare la donazione oppure qui).
Insieme possiamo fare la differenza, perché per costruire un futuro migliore si comincia da un piccolo gesto!
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