
“Un mare di possibilità”: a Genova l’ultimo incontro formativo prima della partenza in barca
Si è concluso martedì 29 aprile con l’ultimo incontro, il primo a Genova sulla barca de I Tetragonauti, il ciclo di formazioni per i ragazzi e le ragazze che stanno prendendo parte al progetto “Un Mare di Possibilità”.
Cofinanziato da Fondazione Comunitaria Monza e Brianza e nato grazie alla collaborazione con l’Azienda Speciale Consortile Consorzio Desio-Brianza (Codebri) il progetto si rivolge a giovani con disabilità per permettergli di misurare le proprie abilità cognitive, pratico-manuali, emotive e relazionali all’interno di un contesto nuovo mai sperimentato prima… quello della barca a vela!
Il Servizio di Formazione all’Autonomia (da qui SFA) di Codebri ha sede a Desio ed è un servizio sociale territoriale rivolto a persone con disabilità, che necessitano di interventi a supporto e per lo sviluppo di abilità utili a creare consapevolezza, autodeterminazione, autostima e maggiori autonomie spendibili per il proprio futuro, nell’ambito del contesto familiare, sociale, professionale.
I ragazzi coinvolti non necessitano di interventi ad alta protezione – spiegano gli operatori – il bisogno emergente è relativo al supporto e allo sviluppo di abilità utili a creare consapevolezza, autodeterminazione, autostima e maggiori autonomie spendibili per il proprio futuro, nell’ambito del contesto familiare, sociale ed eventualmente professionale. Il mondo della barca consente di lavorare proprio in questa direzione, è una sfida evolutiva significativa.”

La navigazione vera e propria avrà luogo dal 26 al 29 maggio a bordo della Lady Lauren, la barca storica de I Tetragonauti, ma prima di questa avventura ogni martedì mattina i partecipanti, divisi in grupppi, si sono incontrati nelle classi dello SFA di Co.De.Bri. a Desio per prepararsi all’imminente viaggio.
Durante gli incontri formativi sono stati affrontati i temi che caratterizzeranno le attività a bordo e che prendono origine dagli obiettivi dell’agenda 2020/2030 concernenti l’importanza dell’acqua e la prevenzione dell’inquinamento. Dopo esser poi entrati nel merito della vita di bordo e dopo aver affrontato gli aspetti più logistici il ciclo di formazione si è infine concluso con una gita a Genova per visitare e conoscere la nave.

Era importante che i ragazzi e le ragazze coinvolti non arrivassero alla navigazione avendo visto la barca solo in foto perché nessuno di loro aveva mai avuto esperienze di navigazione e conoscere gli spazi, toccare con mano, iniziare a mettere in pratica quanto appreso durante gli incontri di formazione era fondamentale.”
Spiega un operatore de I Tetragonauti. Dai gran sorrisi con cui i futuri naviganti sono tornati a casa possiamo dire che il risultato è stato raggiunto con successo e le cabine sono piaciute così tanto che nel viaggio di ritorno la mente era già lì, alle notti future circondati dal mare!











